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Testi e critica

Per lungo tempo attratto da grammatiche artistiche sperimentative (realizzazioni in sabbia, plastica, cera), orientato ad un loro utilizzo combinativo e creativo di stati emotivi e mondi visuali in cui la preponderante presenza della materia supera i sottili confini dell’opera connotandosi come entità autonoma, l’artista intraprende qui semplici azioni meccaniche il cui esito, lontano dalla prevedibilità del progetto pittorico, insinua nell’iter processuale il concetto di arbitrarietà, liberandolo dunque dal vincolo del controllo totalizzante sul risultato finale: l’atto creativo è un atto vitale…….. Le figure, esistenti in potenza nel materiale ma dormienti fino al gesto categorico e unidirezionale dell’artista, nel nascere e concretizzarsi come concetti conclusi, esprimono la metafora del realizzarsi dell’Idea, tra dolorose e sofferte contorsioni, ricondotte ai dettami di regole fisiche che non ammettono deroghe e inesorabilmente ci ricordano la finitezza dell’esistere…….. quadri e pannelli di medie e grandi dimensioni, di resina e cera, concepiti dall’artista come un processo narrativo ininterrotto e logico, in cui la forma riconoscibile sfuma nell’imprevedibilità della nuova struttura materica; ogni struttura è infatti l’accettazione di un risultato finale non del tutto ponderabile ed individuabile dall’artista e lascia emergere la componente caotica di un mondo degli oggetti e delle superfici in cui gli elementi si mischiano e si compongono rispondendo a leggi fisiche proprie, giungendo ad un limite strutturale di solidificazione in cui il caldo ed il freddo, alternativamente, assumono il ruolo di fattori meccanici determinanti……

La resina evoca emozioni dirette, istantanee ed intime, legate al momento espressivo dell’artista, per questo oneste ed indubitabili; ogni colata è un concetto in divenire, l’accettazione di una forma non più presente, negata con determinazione e rinvigorita dal sentimento che riemerge però su ogni superficie, sottoforma di balzi di materia, corrugamenti, sentieri tracciati, osmosi tra pieni e vuoti, scambi tra presenze ed assenze, come se sulla superficie liberata dall’ingombro della certezza si possano velare e poi scoprire solo spunti di nuove consapevolezze.

Gaetano Salerno

Le opere esposte sono figure e ambienti, della sensibilità dell’autore, che suscitano intense emozioni, prendendo spunto da situazioni e armonie cromatiche, dai toni limpidi. Le sue opere rivelano un diretto e attento e studio di luoghi, cose e personaggi trasformati dall’incalzare del tempo.

Loredana Trestin



La sabbia svela nascondendo. Silice cristallina, è l'anima del vetro e racconta le promesse di una trasparenza futura. Chi usa la sabbia, maschera la realtà, e nel farlo, contemporaneamente, le consente di mostrarsi. Nella sabbia c'è il segreto della lastra di vetro, che mentre chiude e ripara, consente di vedere e di essere visti…. Nel vento i corpi se ne vanno, nelle stanze si muovono le forme vuote e delle cose rimangono solo le idee. Pure le promesse si arrendono, se la sostanza che ci rende così forti, svanisce. Anche se, di qua e di là dal vetro, ci siamo sempre noi, gravidi di forza e potenza, eppure niente.

Aldo Trivellato

 

Tutte le opere di Simone Bonato richiedono un occhio attento, vigile, uno spettatore pronto a mettersi in discussione e ad abbandonare le proprie certezze: l'artista non si lascia più identificare con un solo genere, ma si prende la libertà di immaginare, in un mondo dove siamo passivamente sottoposti ad immagini preconfezionate. Egli richiede al fruitore però di seguirlo in questo viaggio, scevro da preconcetti, proprio perché sente l'esigenza artistica di “vivere nell'imprevisto” e quindi di sperimentare continuamente…..

Laura Troiero

 

I materiali nella loro purezza trasmettono sensazioni visive e tattili che acquistano particolari significati lavorati e plasmati all'interno dell'opera d'arte.

Nelle opere di Simone Bonato ogni materia è in grado di veicolare un'infinità di informazioni, esasperata e trasformata all'interno di un accurato processo creativo.

Cere, sabbie, plexiglass, resine hanno per se stessi potenzialità e valori che vengono rispettati e contemporaneamente forzati in seguito alle diverse lavorazioni. Quasi come un alchimista, l'artista incentra la sua ricerca sulle proprietà intrinseche dei materiali sperimentando procedimenti chimici e tecnici capaci di dare voce alla materia……

Il delicato e imprevedibile processo di solidificazione permette di fissare liberamente l'atto creativo nella tridimensionalità dello spazio. Le opere leggere e sospese vengono attraversate dalla luce come vetri o cristalli, rappresentando l’esito finale di un'inedita elaborazione della materia.

Proprio le componenti di imprevedibilità e di causalità di alcuni processi esprimono il mistero e la libertà della creazione dell'opera.

Simone Bonato rivendica l'autonomia dei suoi lavori da qualsiasi tentativo univoco di lettura e di decodificazione. L'intitolazione Senza titolo esprime chiaramente la realtà polisemica dell’opera d’arte aperta a una pluralità di interpretazioni.

Ogni lavoro ha una vita propria, tanto che in alcuni casi l’artista non appone la firma svincolando le opere dalla stretta relazione di dipendenza dal loro creatore.

Roberta Gubitosi